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martedì 11 giugno 2013

Leghe a memoria di forma S.M.A

Quando si parla di metalli, probabilmente il primo che viene in mente è l’acciaio, impropriamente detto ferro. Le sue proprietà sono brillanti, tanto che negli anni è stato utilizzato come materiale da costruzione nei diversi ambiti dell’ingegneria: dai grattacieli con centinaia di piani, ai motori con potenze dell’ ordine delle centinaia di migliaia di kW, ma anche ponti, macchine utensili, stadi di turbine e tanto altro ancora. I tecnologi che studiarono la lega Ferro-Carbonio, tramite prove universali, dunque riconosciute anche oltre oceano, ricavarono dei dati sorprendenti : durezze elevate, elevata resistenza alla trazione, ottima resistenza agli urti detta resilienza, elevata resistenza alla fatica meccanica e termica, alta conducibilità termica, buona saldabilità per determinate percentuali di carbonio equivalente, buona duttilità, ecc.
Soltanto variando la percentuale di carbonio contenuto all’interno della lega è possibile ottenere una grandissima varietà di acciai; inoltre aggiungendo elementi in lega come Cr (Cromo), V (Vanadio), W (Tungsteno o Wolframio), Ni (Nichel), oppure attuando trattamenti termici e termo meccanici, le suddette proprietà aumentano profondamente.
Fra i pregi della lega, vi è anche il basso costo di produzione legato alla semplicità di reperire le materie prime.
Il difetto più grande è il peso: 1m3 di acciaio pesa 7800 Kg, cioè 7.8 volte più pesante dell’acqua! Analizzando lo sviluppo tecnologico, si osserva che è stata molto intensa la ricerca di materiali che avessero le caratteristiche dell’acciaio, ma con un peso minore.
Tale ricerca è ancora in atto e in questi ultimi periodi si sente parlare di Shape Memory Alloys ovvero Leghe a Memoria di Forma. Si tratta di particolari materiali in grado di ricordare la propria forma, generalmente realizzati in Nichel e Titanio, quando vengono deformate.



Come si vede  dall’immagine è possibile sottoporre la

giovedì 6 giugno 2013

Alla conquista di Marte


Il viaggio più lungo è incerto che l’umanità abbia mai conosciuto.  Potrebbe essere il titolo dei libri di storia del prossimo secolo.
Da qualche anno la NASA (National Aeronautics and Space Administration) (Ente Nazionale per le attività Spaziali e Aeronautiche) lavora ad un progetto che sembra irrealizzabile: la spedizione dell’uomo su Marte per esplorarlo e verificare se è possibile o meno la vita sulla sua superficie.
Diverse simulazioni ed esperimenti sono stati condotti e quello è emerso sono una marea di problemi.
Data la distanza fra la Terra e il cosiddetto pianeta rosso, che può oscillare fra 60 e 115 milioni di chilometri, uno shuttle opportunamente equipaggiato e sufficientemente veloce impiegherebbe 5 mesi!
Il momento della partenza è influenzato maggiormente dalle traiettorie che la Terra e Marte descrivono in funzione del tempo; bisogna infatti attendere il periodo di tempo in cui i due pianeti siano fra di loro il più vicino possibile e sulla base di questo dato importantissimo, stabilire il momento giusto in cui partire.



Questo è il problema più semplice da risolvere.
Le diverse equipe di medici hanno preso in serie considerazione

mercoledì 5 giugno 2013

Tecnologia: lavorazioni in condizioni criogeniche

Dagli anni 30 è iniziata la ricerca sulle macchine utensili cosiddette universali e oggi queste ultime sono dei pilastri dell’industria meccanica.  
Attualmente ancora non si conosce pienamente il modello matematico/fisico che descrive realmente quello che accade durante un processo di asportazione di truciolo, dunque è ancora oggetto di ricerca.
I primi che tentarono di dare una risposta ragionevole, sia dal punto di vista matematico che tecnologico, furono Piispanen prima ed Ernst & Merchant poi.
Le ipotesi che stanno alla base dei due modelli, sono troppo semplificative, così che, quando seguì la fase di sperimentazione, i risultati ottenuti furono ben lontano da quelli previsti, dunque non accettati dalla comunità scientifica.
Oggi, in un qualunque paese industrializzato, trovano sede aziende che si occupano di lavorazioni per asportazione di truciolo. Questi sistemi produttivi fino a qualche decennio fa erano attrezzati con macchine tradizionali, comandate prevalentemente dall’uomo; oggi si utilizzano macchine completamente automatizzate programmabili in linguaggio ISO.


L’obiettivo dell’articolo è portare all’attenzione del lettore, quale